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Energia, combustibili e minerali PCF

Impronta di carbonio (impronta di prodotto e Scope 1-2-3)

Totale delle emissioni di gas serra causate da un prodotto nel ciclo di vita – di solito dall’estrazione delle materie prime al cancello della fabbrica («cradle-to-gate») – in kg CO₂e, calcolato secondo ISO 14067 e GHG Protocol. A livello aziendale lo Scope 1 copre le emissioni dirette, lo Scope 2 l’energia acquistata e lo Scope 3 la filiera, la cui parte maggiore deriva dalle materie prime acquistate. Per questo CBAM, rendicontazione CSRD e obiettivi dei brand spingono a chiedere ai fornitori impronte di carbonio di prodotto (PCF) verificate ed EPD.

Termini correlati

Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)

Meccanismo dell’Unione europea che fa pagare alle importazioni di ferro e acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno ed elettricità le emissioni di carbonio incorporate nella produzione, a un prezzo legato all’ETS UE. La fase transitoria 2023–2025 prevedeva solo la rendicontazione; dal 2026 i dichiaranti autorizzati devono acquistare certificati CBAM. I fornitori che vendono questi prodotti nell’UE devono fornire dati di emissione verificati per impianto per restare competitivi.

Tracciabilità (trasparenza della filiera)

Capacità di documentare, in ogni fase dall’origine – miniera, azienda agricola, foresta, raffineria – all’utilizzatore finale, chi ha lavorato una materia prima, dove e da quale lotto. Sta diventando obbligatoria per il Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR), la direttiva sulla due diligence (CSDDD), la guida OCSE sui minerali da conflitto e le dichiarazioni di contenuto riciclato (ISCC, GRS). Geolocalizzazione, bilancio di massa e passaporto digitale del prodotto sono concetti chiave.

Bioplastica: a base biologica o compostabile

Il termine indica due proprietà diverse. Le plastiche a base biologica traggono il carbonio da fonti rinnovabili come canna da zucchero, mais o oli vegetali (bio-PE, bio-PET); possono essere chimicamente identiche alle fossili e non biodegradarsi. Le plastiche compostabili – PLA, PBAT, PHA, miscele di amido – si degradano in un tempo definito in compostaggio industriale secondo EN 13432 o ASTM D6400, e alcune sono di origine fossile. In acquisto chiedere separatamente il contenuto biobased (ASTM D6866) e il certificato di compostabilità (TÜV OK compost, BPI).

Spiegato nel manuale del commercio

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