Incoterms e contratti commerciali
Acquisto spot e contratto a termine
Un acquisto spot è un’operazione una tantum al prezzo di mercato corrente con consegna pronta: flessibile ma esposta alle oscillazioni di prezzo e disponibilità. Un contratto a termine garantisce spedizioni regolari per un periodo (trimestre, anno) a prezzo fisso o indicizzato, assicurando l’approvvigionamento ma spesso con un obbligo di ritiro minimo (take-or-pay). I produttori di solito coprono una parte del fabbisogno a termine e comprano il resto spot.
Arbitrato (arbitrato commerciale internazionale)
Risoluzione di una controversia da parte di arbitri scelti dalle parti anziché dai tribunali statali, in modo riservato e definitivo. Si usano istituzioni come ICC, LCIA, SIAC o ISTAC, o le regole delle associazioni di categoria (GAFTA, FOSFA, LME). Grazie alla Convenzione di New York i lodi sono riconosciuti ed eseguibili in oltre 170 paesi, il che rende l’arbitrato di solito più efficace del giudizio ordinario tra parti di paesi diversi. La clausola deve indicare istituzione, sede, lingua e numero di arbitri.
Contratto di vendita
Documento principale che regola diritti e obblighi delle parti in una vendita internazionale di materie prime. Deve coprire prodotto e specifica, quantità e tolleranza, prezzo e valuta, Incoterm e luogo convenuto, periodo d’imbarco, modalità di pagamento, accertamento di qualità e quantità (ispezione), assicurazione, forza maggiore, rimedi per inadempimento, legge applicabile e risoluzione delle controversie. Dove i paesi delle parti lo consentono si applica la Convenzione di Vienna (CISG), salvo esclusione espressa.
Costo e nolo (Cost and Freight) CFR
Solo per trasporto marittimo e fluviale. Il venditore carica la merce nel porto d’imbarco e paga il nolo fino al porto di destinazione convenuto, ma il rischio passa all’acquirente quando la merce è a bordo alla partenza, come in FOB. Il rischio del viaggio è quindi dell’acquirente, che deve assicurarsi da sé. Il prezzo si indica con il porto di destinazione, es. «CFR Iskenderun».
Costo, assicurazione e nolo (CIF)
Termine marittimo che aggiunge al CFR un’assicurazione merci stipulata dal venditore a favore dell’acquirente. Con Incoterms 2020 la copertura minima in CIF è quella delle Institute Cargo Clauses (C) per il 110 % del valore contrattuale; se si vuole una copertura «all risks» (A) va scritto nel contratto. Il rischio passa comunque con la caricazione a bordo nel porto d’imbarco: il venditore paga nolo e assicurazione ma non sopporta il rischio del viaggio.
Fattura proforma PI
Fattura preliminare emessa dal venditore prima della spedizione, con prodotto, quantità, prezzo unitario, Incoterm, condizioni di pagamento, tempi di consegna e coordinate bancarie. L’acquirente la usa per aprire un credito documentario, pagare un anticipo o chiedere licenze d’importazione o valuta. Non è una fattura fiscale; controfirmata dall’acquirente può valere come contratto nelle operazioni semplici, ma per importi elevati serve un contratto di vendita completo.
Forza maggiore
Clausola contrattuale relativa a eventi fuori dal controllo delle parti, imprevedibili e inevitabili – guerra, terremoto, epidemia, embargo, chiusura del porto – che impediscono l’adempimento in modo temporaneo o definitivo. Una buona clausola elenca gli eventi, fissa un termine di comunicazione (spesso 7–14 giorni), indica le prove richieste (es. certificato della camera di commercio) e prevede il diritto di recesso oltre una certa durata. Aumenti di prezzo o variazioni di mercato di norma non sono forza maggiore.
Franco a bordo (Free On Board) FOB
Uno dei termini più diffusi nel commercio di materie prime, solo per trasporto marittimo e fluviale. Il venditore carica la merce sdoganata all’export a bordo della nave indicata dall’acquirente nel porto d’imbarco; il rischio passa quando la merce è a bordo. Nolo e assicurazione sono a cura dell’acquirente; per le rinfuse vanno concordati a parte ritmo di caricazione, stallie e controstallie. Per i container è più corretto FCA.
Franco fabbrica (Ex Works) EXW
L’Incoterm con meno obblighi per il venditore: la merce è messa a disposizione nello stabilimento o magazzino del venditore, non caricata sul mezzo di ritiro. Carico, sdoganamento all’export, nolo e tutti i rischi sono dell’acquirente. Poiché un acquirente estero di solito non può presentare la dichiarazione di esportazione, nelle vendite internazionali è spesso preferibile FCA.
Franco lungo bordo (Free Alongside Ship) FAS
Solo per trasporto marittimo e per vie navigabili interne. Il venditore pone la merce sdoganata all’export sottobordo della nave indicata dall’acquirente (banchina o chiatta); lì passa il rischio, mentre carico e nolo sono a carico dell’acquirente. Usato per rinfuse e carichi di progetto (cereali, legname, rottami, colli pesanti); per i container è meglio FCA.
Franco vettore (Free Carrier) FCA
Il venditore consegna la merce sdoganata all’export al vettore indicato dall’acquirente nel luogo convenuto. Se il luogo è la sede del venditore, questi carica la merce; altrove (es. terminal portuale) la consegna avviene sul mezzo in arrivo, pronta per lo scarico. Adatto a qualsiasi modalità di trasporto; con Incoterms 2020 l’acquirente può far emettere dal proprio vettore una polizza «a bordo» al venditore, utile con il credito documentario.
Incoterms 2020
Le undici regole di consegna pubblicate dalla Camera di Commercio Internazionale (ICC) che definiscono dove consegna il venditore, quando il rischio passa all’acquirente e chi paga nolo, assicurazione e formalità doganali. Gli Incoterms non stabiliscono prezzo, modalità di pagamento né passaggio di proprietà, da regolare a parte nel contratto. La regola va sempre indicata con un luogo designato e la versione, ad es. «FOB Porto di Mersin, Incoterms 2020».
Luogo convenuto (punto di consegna)
La città, il porto, il terminal o lo stabilimento indicato dopo la sigla Incoterm, che segna dove passano costi e rischi. Più è preciso (es. «FCA Gebze, magazzino del venditore, via Yeni 4»), minore è il rischio di contenzioso. Indicare solo un paese, o nessun luogo, è un errore comune che rende incerti il passaggio del rischio e la ripartizione dei costi.
Ordine d’acquisto PO
Ordine formale inviato dall’acquirente al fornitore con prodotto, specifica, quantità, prezzo, data e resa di consegna e condizioni di pagamento. Con la conferma d’ordine scritta del venditore nasce un contratto vincolante. Il numero d’ordine si riporta su fatture, DDT e documenti di spedizione e facilita la riconciliazione.
Reso al luogo di destinazione (Delivered at Place) DAP
Il venditore mette la merce a disposizione dell’acquirente sul mezzo di trasporto in arrivo, pronta per lo scarico, nel luogo di destinazione convenuto, sostenendo tutti i costi e rischi fino a quel punto. Scarico, sdoganamento all’import, dazi e IVA spettano all’acquirente. Molto usato nelle vendite reso su camion; il contratto deve indicare chi paga le soste se le formalità d’import causano ritardi.
Reso al luogo di destinazione scaricato (DPU)
L’unica regola Incoterms che obbliga il venditore a scaricare la merce a destinazione; ha sostituito il vecchio DAT con gli Incoterms 2020. Il venditore sostiene tutti i rischi e costi fino allo scarico incluso nel luogo convenuto; sdoganamento all’import e dazi restano all’acquirente. Se il venditore non controlla i mezzi di scarico a destinazione la regola è rischiosa e DAP è di solito più sicuro.
Reso sdoganato (Delivered Duty Paid) DDP
L’Incoterm più oneroso per il venditore: la merce è consegnata nel paese dell’acquirente, sdoganata all’import con dazi e imposte pagati, pronta per lo scarico. È difficile da applicare se il venditore non ha registrazione fiscale o rappresentante nel paese d’importazione, e possono nascere costi come l’IVA all’import non recuperabile. Per questi rischi nelle materie prime si preferisce di solito DAP con sdoganamento a cura dell’acquirente.
Tolleranza di quantità (± %, «more or less»)
Clausola dei contratti di rinfuse e grandi volumi che ammette uno scostamento della quantità consegnata rispetto a quella contrattuale entro una percentuale fissata, di solito ±5 % o ±10 %. Indica a chi spetta l’opzione: al venditore (MOLSO) o all’armatore (MOLOO). L’eccedenza o la mancanza entro la tolleranza si fattura di norma al prezzo contrattuale, e il credito documentario deve riportare la stessa tolleranza, altrimenti le UCP 600 consentono solo ±5 % per le rinfuse.
Trasporto e assicurazione pagati fino a (CIP)
Termine per qualsiasi modalità che aggiunge al CPT un’assicurazione di trasporto stipulata dal venditore a favore dell’acquirente. Gli Incoterms 2020 hanno elevato la copertura minima in CIP alle Institute Cargo Clauses (A) «all risks», mentre in CIF resta (C); la somma assicurata è il 110 % del valore contrattuale. Il rischio passa con la consegna al primo vettore.
Trasporto pagato fino a (Carriage Paid To) CPT
Equivalente multimodale del CFR, utilizzabile con qualsiasi mezzo. Il venditore stipula e paga il trasporto fino al luogo di destinazione convenuto, ma il rischio passa all’acquirente alla consegna al primo vettore. Poiché il passaggio dei costi e quello del rischio non coincidono, l’acquirente dovrebbe assicurare il trasporto. Diffuso per strada, ferrovia, aereo e container.
Pagamenti e finanza commerciale
Assicurazione del credito commerciale
Copertura dei crediti del venditore da vendite a termine contro insolvenza o mancato pagamento prolungato dell’acquirente (rischio commerciale) e contro rischi politici come guerra o blocco dei trasferimenti. L’assicuratore fissa un limite di credito per ciascun acquirente e in caso di sinistro indennizza di solito l’85–95 % del credito. Offerta da agenzie di credito all’export come SACE o Türk Eximbank e da assicuratori come Allianz Trade, Coface e Atradius. La polizza agevola anche finanziamenti bancari più convenienti.
Bonifico bancario (T/T) T/T
Pagamento inviato direttamente sul conto del venditore tramite la rete interbancaria SWIFT. Nelle materie prime si usa con schemi come «30 % T/T anticipato, 70 % T/T contro copia della polizza di carico». È rapido ed economico ma privo di garanzia bancaria: con pagamento anticipato il rischio è dell’acquirente, con pagamento dopo la spedizione del venditore. Verificare IBAN e beneficiario tramite un canale noto prima di pagare è la principale difesa contro le e-mail «abbiamo cambiato conto bancario».
Conto aperto O/A
Il venditore spedisce la merce e invia i documenti direttamente all’acquirente, che paga la fattura a scadenza (es. 30–90 giorni). È il metodo più favorevole all’acquirente e più rischioso per il venditore, che gestisce il rischio con assicurazione del credito, factoring o lettera di credito standby. È lo standard nei rapporti consolidati e in mercati come il commercio intra-UE.
Conto di deposito vincolato (escrow)
Meccanismo in cui il pagamento dell’acquirente è custodito da un terzo indipendente – banca, notaio o istituto di pagamento autorizzato – finché non si verificano condizioni concordate, come la conferma di consegna o un rapporto d’ispezione positivo. A quel punto il denaro va al venditore, altrimenti torna all’acquirente. Più semplice ed economico di una lettera di credito, colma il deficit di fiducia nelle operazioni di media entità tra parti nuove. Verificate sempre che il depositario sia davvero autorizzato e indipendente.
Discrepanza (riserva) nel credito documentario
Contrasto tra i documenti presentati e le condizioni del credito, tra i documenti stessi o con le UCP 600: refusi, spedizione o presentazione tardiva, girata mancante, descrizione diversa della merce, polizza non «netta». Con documenti difformi la banca è liberata dall’obbligo e il pagamento dipende dall’accettazione delle riserve da parte dell’acquirente, il che indebolisce il venditore. Verificare la bozza del credito prima dell’emissione e far pre-controllare i documenti sono le difese migliori.
Documenti contro accettazione (D/A) D/A
Forma dilazionata dell’incasso documentario: l’acquirente ottiene i documenti – e quindi la merce – accettando una tratta a scadenza (es. 60 giorni) e paga alla scadenza. Al venditore resta solo la tratta accettata e perde il controllo della merce; il rischio è simile al conto aperto, perciò si abbina spesso ad assicurazione del credito o a un avallo bancario sulla tratta.
Documenti contro pagamento (D/P – CAD)
Metodo d’incasso in cui il venditore invia i documenti rappresentativi – soprattutto la polizza di carico originale – tramite la propria banca alla banca dell’acquirente, che li consegna solo contro pagamento; disciplinato dalle NUI 522. Costa meno di una lettera di credito, ma nessuna banca garantisce il pagamento: se l’acquirente rifiuta i documenti, la merce resta nel porto di destinazione e il venditore rischia controstallie, nolo di ritorno o una vendita in perdita. Adatto a rapporti consolidati e di fiducia.
Factoring e forfaiting
Trasformazione in liquidità, prima della scadenza, dei crediti da vendite a termine cedendoli a un intermediario finanziario. Il factoring si usa per crediti commerciali a breve e ricorrenti, pro solvendo o pro soluto (nel pro soluto il factor si assume il rischio d’insolvenza). Il forfaiting è lo sconto pro soluto di singoli crediti, di solito più grandi e lunghi e garantiti da banca, come tratte accettate su lettera di credito o effetti avallati. Entrambi alleggeriscono il capitale circolante dell’esportatore.
Frode da deviazione dei pagamenti (business e-mail compromise) BEC
Truffa in cui un attaccante entra nella posta del venditore o dell’acquirente, o scrive da un dominio simile, e al momento del pagamento comunica che «abbiamo cambiato conto bancario», dirottando il denaro sul proprio conto. È una delle frodi più costose del commercio internazionale e il denaro spesso non si recupera. Difese: confermare ogni cambio di IBAN telefonando a un numero già noto, vincolare i cambi di conto a una verifica in due passaggi sulla piattaforma, attenzione ai domini simili e iniziare i grandi pagamenti con un piccolo bonifico di prova.
Garanzia bancaria (di buona esecuzione / di restituzione acconto)
Impegno di una banca a pagare una somma stabilita su richiesta del beneficiario. La garanzia di buona esecuzione assicura l’adempimento del venditore, di solito per il 5–10 % del valore contrattuale; la garanzia di restituzione dell’acconto assicura il rimborso dell’acconto dell’acquirente in caso di mancata consegna. Nelle operazioni internazionali si usano garanzie a prima richiesta soggette alle URDG 758 dell’ICC.
Lettera di credito (L/C) L/C
Strumento di pagamento documentario con cui la banca dell’acquirente (banca emittente) si impegna a pagare il venditore contro la presentazione puntuale di documenti conformi – polizza di carico, fattura, certificato di analisi, certificato d’origine ecc. Le banche trattano solo documenti, non merci: le condizioni del credito devono quindi coincidere con il contratto ed essere realizzabili. È il pagamento sicuro più diffuso nelle grandi operazioni di materie prime e con controparti nuove.
Lettera di credito a scadenza (pagamento differito)
Lettera di credito con pagamento a una scadenza fissa dopo una presentazione conforme – ad esempio 90 o 180 giorni dalla data della polizza di carico. Finanzia l’acquirente, che può lavorare e rivendere la merce prima di pagare, mentre il venditore può incassare in anticipo facendo scontare il credito accettato (forfaiting). Gli interessi per la dilazione e il costo di sconto vanno inclusi nel prezzo.
Lettera di credito confermata
Lettera di credito a cui una seconda banca, di solito nel paese del venditore (banca confermante), aggiunge il proprio impegno di pagamento a quello della banca emittente. Tutela il venditore quando il rischio di credito della banca emittente o il rischio paese e di trasferimento dell’acquirente è elevato. La commissione di conferma è in genere una percentuale annua legata al rischio; il contratto deve stabilire chi la paga.
Lettera di credito standby (SBLC)
Non è un normale mezzo di pagamento ma una rete di sicurezza: se l’acquirente non paga in conto aperto o a termine, il venditore escute la SBLC con una dichiarazione di inadempimento e documenti semplici. È disciplinata da ISP98 o UCP 600 e funziona come una garanzia bancaria. Si usa nelle forniture ripetute per evitare un credito per ogni lotto. Attenzione: le offerte online di «SBLC in leasing» o «monetizzazione di SBLC» sono una truffa nota.
NUU 600 (Norme ed usi uniformi relativi ai crediti documentari)
Norme ICC in vigore dal 2007 che regolano quasi tutti i crediti documentari al mondo. Fissano il termine di esame delle banche (cinque giorni lavorativi bancari dopo la presentazione), il criterio di conformità dei documenti, la tolleranza di ±10 % implicita nella parola «circa», una tolleranza di ±5 % sulla quantità per le rinfuse e il termine di presentazione (non oltre 21 giorni dalla spedizione salvo diversa indicazione). Il supplemento eUCP disciplina la presentazione elettronica.
Pagamento anticipato e struttura acconto/saldo
L’acquirente paga in tutto o in parte il prezzo prima della spedizione. Una struttura comune è un acconto del 10–30 % alla firma e il saldo contro copie dei documenti di spedizione o all’arrivo. L’acconto finanzia materie prime e produzione del venditore; per tutelarlo l’acquirente può chiedere una garanzia di restituzione dell’acconto, un conto escrow o un fornitore verificato. Un forte pagamento anticipato a un fornitore nuovo è la situazione più a rischio di frode.
Rischio paese e rischio di trasferimento
Rischio che il denaro non raggiunga il venditore per eventi economici o politici nel paese dell’acquirente – carenza di valuta, controlli sui capitali, sanzioni, guerra, moratoria – anche se l’acquirente vuole e può pagare. Si misura con la classificazione del rischio paese OCSE e i rating sovrani. Per vendite verso paesi ad alto rischio sono consigliati credito confermato, assicurazione del credito all’export e pagamento in valuta forte.
SWIFT MT103 (contabile di bonifico)
Messaggio SWIFT standard tra banche per i bonifici internazionali singoli; contiene ordinante, beneficiario, importo, data valuta e riferimenti ed è condiviso con il venditore come prova del pagamento. Dal 2025 le banche migrano al formato ISO 20022 (pacs.008) e il codice UETR consente di tracciare il pagamento. Le false immagini di MT103 sono frequenti nelle truffe: il venditore deve farsi confermare dalla propria banca l’effettivo accredito prima di rilasciare la merce.
Spedizione e logistica
Assicurazione trasporto merci
Assicurazione contro perdita o danno della merce e spese connesse durante il trasporto. La copertura è definita di solito dalle Institute Cargo Clauses (A, B o C), con rischi guerra e scioperi aggiunti da clausole separate. La somma assicurata è tipicamente il 110 % del valore CIF. Chi assicura dipende dall’Incoterm; fuori da CIF e CIP deve assicurarsi chi sopporta il rischio del trasporto. In caso di sinistro servono perizia, polizza di carico, fattura e verbale di danno.
Avaria generale (avaria comune) GA
Ripartizione dei sacrifici e delle spese volontarie compiuti per salvare nave e carico da un pericolo comune – getto, compensi di salvataggio, spegnimento incendi – tra la nave e tutti i proprietari del carico in proporzione ai rispettivi valori. Si calcola secondo le Regole di York e Anversa. Quando l’armatore dichiara avaria generale, ogni ricevitore deve prestare garanzia prima di ritirare il carico; gli acquirenti non assicurati possono dover versare forti depositi in contanti.
Avviso di prontezza (NOR)
Comunicazione scritta del comandante o dell’agente al noleggiatore o all’acquirente che la nave è arrivata nel porto convenuto ed è pronta sotto ogni aspetto – stive pulite, autorizzazioni ottenute – a caricare o scaricare. Un NOR valido è condizione per l’avvio delle stallie. Un NOR presentato quando la nave non è realmente pronta può essere invalido e modificare il calcolo delle controstallie; va conservato insieme ai rapporti di ispezione delle stive.
Big bag (FIBC – contenitore flessibile per rinfuse)
Grande sacco in polipropilene tessuto, che trasporta di solito 500–1.500 kg di granuli, polvere o scaglie e si solleva con il carrello tramite le bretelle. Il carico di lavoro sicuro (SWL) e il fattore di sicurezza (5:1 monouso, 6:1 riutilizzabile) sono definiti dalla ISO 21898. Per polveri combustibili usare sacchi tipo B, C o D contro l’elettricità statica; alimentare e farmaceutico richiedono sacchi idonei con liner interno. Riduce i costi di imballo e movimentazione rispetto ai sacchi da 25 kg.
Container cisterna ISO (ISO tank)
Cisterna riutilizzabile da circa 20.000–26.000 litri, di solito in acciaio inox, montata in un telaio d’acciaio con dimensioni di container da 20 piedi. Adatta a chimici, solventi, merci pericolose classificate IMDG e liquidi alimentari, con opzioni di riscaldamento, pressione e isolamento. Prima di ogni carico si richiede un certificato di lavaggio (ECD) e si verificano i carichi precedenti (di solito gli ultimi tre) per compatibilità.
Container completo (FCL) e groupage (LCL)
Con FCL un intero container è dedicato al carico di un solo spedizioniere: viene riempito e piombato in fabbrica e aperto nel magazzino dell’acquirente. Con LCL piccoli lotti di più spedizionieri vengono consolidati in un container presso il magazzino di un consolidatore e fatturati per m³ o tonnellata, il valore maggiore. Nelle materie prime l’FCL è di solito più economico e sicuro oltre circa 10–15 m³; l’LCL è adatto a campioni e piccoli ordini.
Contratto di noleggio (charter party) C/P
Contratto tra armatore e noleggiatore che regola l’uso di una nave. Nel noleggio a viaggio un carico determinato è trasportato tra porti indicati a un nolo per tonnellata; nel noleggio a tempo la nave è presa per un periodo a canone giornaliero; nel bareboat è locata senza equipaggio. Moduli standard: GENCON, NYPE, ASBATANKVOY. I contratti di vendita di rinfuse devono allineare ritmi di caricazione e controstallie al charter party.
Controstallie (demurrage) e detention
Nelle rinfuse le controstallie sono l’indennizzo giornaliero che il noleggiatore paga all’armatore oltre le stallie (es. 15.000 USD/giorno). Nei container la compagnia addebita demurrage quando un container pieno resta in terminal oltre il franchigia, e detention quando è trattenuto fuori dal terminal – presso l’acquirente – oltre la franchigia. I ritardi doganali fanno lievitare rapidamente questi costi: i giorni di franchigia vanno fissati nella trattativa sul nolo.
Draft survey (stazzatura per pescaggio)
Metodo per calcolare il peso della rinfusa caricata o scaricata leggendo i pescaggi della nave in sei punti prima e dopo le operazioni e correggendo per densità dell’acqua, zavorra, combustibile e acqua dolce. Per carbone, minerali, cereali e fertilizzanti la quantità della polizza è di norma stabilita così, con una precisione di circa ±0,5 %. Affidarlo a un ispettore indipendente (SGS, Intertek, Bureau Veritas ecc.) accresce la fiducia di entrambe le parti.
Flexitank
Sacca monouso multistrato in polietilene inserita in un container standard da 20 piedi, che trasporta 16.000–24.000 litri di liquido non pericoloso. Per oli vegetali, glicerina, oli base, lattice, vino, sciroppi e alcuni chimici non alimentari costa molto meno al litro di fusti o IBC. Non ammette merci pericolose; per i carichi alimentari verificare la certificazione per alimenti della sacca e la pulizia del container.
Institute Cargo Clauses (A), (B), (C) ICC (A)(B)(C)
Condizioni standard dell’assicurazione merci elaborate nel mercato di Londra e usate in tutto il mondo (ultima edizione 2009). (A) è la copertura «all risks», che indennizza qualsiasi perdita o danno salvo esclusioni; (B) copre rischi nominati come incendio, affondamento, collisione, terremoto, fulmine ed entrata d’acqua di mare; (C) copre solo i grandi sinistri – incendio, esplosione, affondamento, incaglio, collisione e avaria generale. Per materie prime esposte a furto, bagnatura o danni da movimentazione si consiglia la (A).
Nolo (tariffa di nolo)
Prezzo pagato al vettore per trasportare la merce. Il nolo container si calcola per unità (es. USD per 40’HC), quello delle rinfuse per tonnellata (USD/t) e il noleggio a tempo per giorno (USD/giorno). Alla tariffa base si aggiungono supplementi: bunker (BAF), valuta (CAF), movimentazione terminal (THC), congestione, rischio guerra. I mercati dei noli sono volatili e si seguono con indici come Drewry, Freightos (FBX) e il Baltic Dry Index (BDI).
Polizza di carico (B/L) B/L
Documento chiave del trasporto marittimo, emesso dal vettore per attestare la presa in carico o la caricazione della merce. Ha tre funzioni: ricevuta del carico, prova del contratto di trasporto e, se emessa «all’ordine», titolo rappresentativo della merce. Poiché chi presenta un originale può ritirare la merce, è alla base dei crediti documentari e degli incassi. Una polizza «clean on board» attesta la caricazione in buono stato apparente.
Rinfuse (secche e liquide)
Carico imbarcato direttamente in stiva o in cisterna senza imballo: cereali, carbone, minerale di ferro, rottami, fertilizzanti e cemento sono rinfuse secche; greggio, carburanti, oli vegetali e chimici rinfuse liquide. Le navi si classificano in Handysize (15–35 mila tpl), Supramax/Ultramax (50–64 mila), Panamax/Kamsarmax (65–82 mila) e Capesize (oltre 100 mila tpl). La quantità si determina con draft survey o pesa, la qualità con campionamento in caricazione e discarica.
Spedizioniere (freight forwarder)
Azienda che organizza il trasporto per conto dello speditore: ottiene quotazioni di nolo, prenota lo spazio su nave o aereo, organizza container, magazzino e trasporto stradale, prepara i documenti e spesso lavora con uno spedizioniere doganale. Gli spedizionieri che emettono proprie polizze (house B/L) operano come NVOCC e assumono la responsabilità del vettore. L’adesione a FIATA e un’assicurazione di responsabilità sono buoni indicatori di affidabilità.
Stallie (laytime)
Tempo pattuito nel contratto durante il quale il noleggiatore o l’acquirente può usare la nave per caricare o scaricare senza costi aggiuntivi. Si esprime di solito come ritmo giornaliero, es. «5.000 t/giorno SHINC» (domeniche e festivi inclusi) o «SHEX» (esclusi). Decorre dopo la presentazione dell’avviso di prontezza (NOR) e l’eventuale tempo d’attesa convenuto. Se superato si pagano controstallie; se si termina prima si può ottenere il premio di acceleramento (despatch), se previsto.
Supplemento bunker (BAF)
Supplemento variabile aggiunto dai vettori al nolo base per trasferire le oscillazioni del prezzo del carburante navale. Viene di solito aggiornato trimestralmente o mensilmente in base ai prezzi del VLSFO a Singapore e Rotterdam. I BAF sono saliti molto dopo il limite IMO dello 0,5 % di zolfo entrato in vigore nel 2020; chiedete sempre se un’offerta di nolo include il BAF.
Telex release e lettera di trasporto marittimo (sea waybill)
Modalità per consegnare la merce a destinazione senza attendere che la polizza originale arrivi all’acquirente. Con il telex release gli originali vengono restituiti al vettore nel porto di carico, che ordina al proprio agente di rilasciare la merce. La sea waybill è un documento non negoziabile con cui la merce viene consegnata al destinatario indicato. Entrambe sono rapide, ma il venditore perde il controllo della merce: il pagamento va garantito prima.
Tipi di container (20’, 40’, 40’HC, reefer, open top)
Il container da 20 piedi (circa 33 m³, portata ~25–28 t) è adatto a merci pesanti e dense – metalli, minerali, chimici in sacchi; il 40 piedi (67 m³) e il 40 piedi high cube (40’HC, 76 m³, ~26 t) a merci leggere ma voluminose – granuli plastici, fibre, espansi. In pratica i limiti di peso stradali sono spesso più restrittivi della capacità del container. Si usano reefer per la catena del freddo, open top e flat rack per macchinari e fuori sagoma, container cisterna per liquidi.
Dogane, fisco e conformità
Beni a duplice uso e controllo delle esportazioni
Obbligo di autorizzazione per esportare beni utilizzabili sia in ambito civile sia militare – alcuni acciai speciali, titanio e superleghe, fibra di carbonio, terre rare, alcuni chimici e precursori. Gli elenchi derivano da Intesa di Wassenaar, Nuclear Suppliers Group, Gruppo Australia e MTCR, recepiti a livello nazionale (Regolamento UE 2021/821, EAR USA). Esportare senza licenza comporta sanzioni penali; il venditore deve richiedere un certificato di utilizzo finale.
Certificato d’origine e prove di origine preferenziale (EUR.1, A.TR) C/O
Documento che attesta il paese in cui la merce è stata prodotta od ottenuta, di solito vistato da una camera di commercio. Il certificato di origine non preferenziale serve per antidumping, contingenti e divieti; le prove preferenziali danno dazi ridotti o nulli negli accordi di libero scambio – il certificato di circolazione A.TR per i prodotti industriali UE–Turchia, l’EUR.1 o la dichiarazione in fattura se rispettate le regole d’origine, il Form D nell’ASEAN ecc. Le regole d’origine variano per prodotto e i documenti falsi comportano forti recuperi e sanzioni.
Codice SA (Sistema armonizzato) / voce doganale HS / GTİP
Sistema di classificazione delle merci dell’Organizzazione mondiale delle dogane (OMD), usato in circa 200 paesi. Le prime sei cifre sono uguali ovunque (es. 3902.10 polipropilene); ogni paese aggiunge le proprie suddivisioni – NC a 8 cifre e TARIC a 10 cifre nell’UE, GTİP a 12 cifre in Turchia. Il codice corretto determina dazio, licenze d’importazione, misure antidumping, regole di origine preferenziale e statistiche. Una classificazione errata può comportare recuperi di dazi e sanzioni; in caso di dubbio si può chiedere un’informazione tariffaria vincolante (ITV).
Conosci il tuo cliente / la tua controparte (KYC / KYB)
Processo di verifica, prima di operare, che una controparte esista davvero, chi siano amministratori e titolari effettivi e se sia soggetta a sanzioni o notizie negative. Si usano visure fiscali e camerali, poteri di firma, licenze, referenze bancarie e visite o verifiche video. Le banche svolgono il KYC per la normativa antiriciclaggio; per gli operatori commerciali è la prima difesa contro le frodi. Il badge «Azienda verificata» della piattaforma si basa su questo tipo di controllo documentale.
Dazio all’importazione
Imposta sulle merci importate calcolata sul valore in dogana, in base al codice SA e al paese d’origine. Di solito è una percentuale del valore (ad valorem), a volte un importo per quantità (es. EUR/t). L’aliquota varia con il dazio generale OMC (NPF), gli accordi di libero scambio (aliquota zero o ridotta), dazi aggiuntivi o antidumping. Nel calcolo del costo sbarcato si applica sul valore CIF comprensivo di nolo e assicurazione e poi si aggiunge alla base imponibile IVA.
Dazio antidumping e dazio compensativo AD
Dazio aggiuntivo imposto su importazioni vendute sotto il prezzo del mercato interno dell’esportatore (dumping) o sovvenzionate, quando danneggiano i produttori nazionali. Dopo un’indagine le aliquote sono fissate per paesi d’origine e persino per singole imprese; sono molto diffuse per acciaio, alluminio, PET, PVC, chimici e fibre. Le aliquote possono superare il 100 %: nella pianificazione delle importazioni vanno sempre verificate le misure in vigore per codice SA e origine; la falsa origine tramite trasbordo è punita severamente.
Deposito doganale
Struttura sotto controllo doganale dove le merci importate possono essere stoccate a lungo o senza limiti senza pagare i dazi. In deposito possono essere rivendute all’estero (commercio di transito), immesse in libera pratica a lotti o campionate; i dazi si pagano solo sulle quantità prelevate. I distributori di materie prime lo usano molto per tenere scorte preservando la liquidità e consegnare rapidamente.
Dichiarazione di esportazione
Dichiarazione elettronica presentata in dogana dall’esportatore o dal suo doganalista affinché la merce esca legalmente dal paese, con descrizione, codice SA, quantità, valore, destinatario e destinazione. La dichiarazione con esito di uscita è la prova ufficiale dell’esportazione ai fini della non imponibilità IVA, degli incentivi e della normativa valutaria. In EXW l’obbligo ricade sull’acquirente estero, con problemi pratici: per questo FCA è di solito più adatto.
Distinta di imballaggio (packing list) P/L
Documento con il contenuto di ogni collo di una spedizione – sacco, pallet, fusto, coil o container – con quantità, pesi netti e lordi, dimensioni, numeri di lotto e numeri di container e sigillo. Non riporta prezzi. Si usa per la visita doganale, il ricevimento in magazzino, la verifica di danni e ammanchi e nel set documentale del credito; i pesi devono concordare con fattura e polizza.
Fattura commerciale
Documento di vendita definitivo emesso dal venditore dopo la spedizione, con descrizione, codice SA, quantità, prezzo unitario e totale, Incoterm, condizioni di pagamento, origine e dati delle parti. È la base del valore in dogana, dei dazi e del pagamento con lettera di credito; nel credito la descrizione deve coincidere esattamente con quella del credito. A differenza della proforma, documenta la vendita effettiva e l’importo dovuto.
IVA (imposta sul valore aggiunto) all’import e all’export VAT / KDV
Imposta sui consumi. Le esportazioni sono non imponibili (aliquota zero) nella maggior parte dei paesi e l’esportatore può recuperare l’IVA a monte. All’importazione l’IVA è riscossa in dogana sul valore in dogana più dazi e altri tributi, e un importatore soggetto IVA di norma la detrae: l’effetto è soprattutto finanziario. Tra imprese registrate nel commercio intra-UE si applica l’inversione contabile (reverse charge). Le aliquote ordinarie variano (22 % in Italia, 20 % in Turchia) e alcune materie prime hanno aliquote ridotte.
Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)
Meccanismo dell’Unione europea che fa pagare alle importazioni di ferro e acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, idrogeno ed elettricità le emissioni di carbonio incorporate nella produzione, a un prezzo legato all’ETS UE. La fase transitoria 2023–2025 prevedeva solo la rendicontazione; dal 2026 i dichiaranti autorizzati devono acquistare certificati CBAM. I fornitori che vendono questi prodotti nell’UE devono fornire dati di emissione verificati per impianto per restare competitivi.
Perfezionamento attivo DİR / IPR
Regime doganale che consente di importare materie prime destinate a prodotti esportati senza pagare dazi, dazi antidumping né IVA (o dietro garanzia). Richiede un’autorizzazione al perfezionamento attivo (certificato DİİB in Turchia) e l’impegno di esportazione va appurato entro un termine. È un forte vantaggio di costo per gli esportatori che si riforniscono a prezzi mondiali.
Screening sanzioni e controllo delle esportazioni
Verifica che acquirente, venditore, banche, nave e utilizzatore finale non compaiano nelle liste sanzioni ONU, UE, USA (OFAC) o Regno Unito (OFSI) e che la merce non vada verso paesi sanzionati o usi vietati. Le banche possono bloccare i pagamenti a rischio e le violazioni comportano multe pesanti e chiusura dei conti. Poiché le sanzioni cambiano spesso, lo screening va ripetuto a ogni operazione, prestando attenzione a segnali di elusione come cambi di nome delle navi o AIS spento.
Spedizioniere doganale (doganalista)
Professionista abilitato che redige le dichiarazioni doganali per conto di importatori ed esportatori, dichiara classificazione (codice SA), valore e origine delle merci, calcola i tributi e tratta con l’Agenzia delle dogane. In molti paesi è iscritto in un albo e condivide la responsabilità della correttezza delle dichiarazioni. Un buon doganalista fa risparmiare con regimi come perfezionamento attivo, deposito doganale, origine preferenziale e pianificazione antidumping.
Valore in dogana (valore di transazione)
Valore su cui si calcolano i dazi. Secondo l’Accordo OMC sul valore in dogana la base principale è il prezzo effettivamente pagato o da pagare (valore di transazione). La maggior parte dei paesi, tra cui UE e Turchia, aggiunge nolo e assicurazione fino al punto d’ingresso (base CIF), mentre altri come gli USA usano la base FOB. Possono aggiungersi provvigioni, royalties e prestazioni dell’acquirente come stampi. Se si accerta sottofatturazione tra parti correlate, la dogana applica altri metodi e sanzioni.
Qualità, prove e documenti
Analisi arbitrale (umpire)
Analisi del campione sigillato di riserva presso un laboratorio indipendente concordato in anticipo, quando i risultati di venditore e acquirente differiscono oltre il limite contrattuale. Comune nel commercio di minerali e concentrati; il risultato arbitrale è di solito vincolante o mediato con quello più vicino. Il costo è di norma a carico della parte il cui risultato è più lontano.
Campionamento (campione rappresentativo)
Prelievo di campioni rappresentativi dell’intero lotto secondo metodi normalizzati – ISO 24333 per cereali, ISO 3082 per minerali, ASTM D4057 per liquidi. Nella caricazione di rinfuse gli incrementi prelevati a intervalli vengono riuniti e divisi, e di solito si sigillano tre o quattro campioni identici: per il venditore, l’acquirente e uno di riserva per l’analisi arbitrale. In fase d’offerta si provano piccoli campioni tipo; il contratto deve garantire che la fornitura corrisponda al campione approvato.
Certificato di analisi (CoA)
Documento con cui il produttore o un laboratorio indipendente riporta i risultati di prova di un lotto specifico insieme ai limiti di specifica: nome prodotto, numero di lotto, data di produzione, metodo di prova (es. ASTM, ISO), valore misurato e intervallo di accettazione. La TDS indica le proprietà tipiche, il CoA i valori reali del lotto consegnato. Con lettera di credito il CoA deve essere emesso dal soggetto e con il contenuto richiesti.
Certificato di collaudo EN 10204 (2.2, 3.1, 3.2)
Norma europea che definisce i tipi di documenti di controllo dei prodotti metallici – lamiere, tubi, profilati, getti e forgiati – usata nel mondo come «certificato di laminazione» (MTC). Il tipo 2.2 riporta risultati non specifici del produttore; il 3.1 risultati chimici e meccanici specifici del lotto consegnato, convalidati dal rappresentante indipendente del controllo del produttore; il 3.2 include anche prove con la presenza dell’acquirente o di un ente indipendente come un registro di classifica. Recipienti a pressione, cantieristica ed energia richiedono di solito 3.1 o 3.2.
Certificazione halal e kosher
Certificati che attestano che ingredienti alimentari, mangimistici, cosmetici e farmaceutici – gelatina, emulsionanti, acidi grassi, glicerina, aromi, enzimi, vitamine ecc. – sono prodotti secondo le regole alimentari islamiche o ebraiche. Il certificato halal deve provenire da un ente riconosciuto dal paese importatore (BPJPH in Indonesia, JAKIM in Malesia, GAC/ESMA nel Golfo ecc.); il kosher è rilasciato da enti come OU, OK o Star-K. Per ingredienti di origine animale o potenzialmente animale e per i mercati di Medio Oriente e Sud-est asiatico sono spesso condizione di vendita.
ISO 9001 gestione della qualità e altri certificati ISO
La ISO 9001 è la norma internazionale di gestione della qualità, verificata da organismi accreditati; dimostra che un’azienda definisce, controlla e migliora continuamente i propri processi: certifica il sistema, non il prodotto. Altri certificati spesso richiesti: ISO 14001 (ambiente), ISO 45001 (salute e sicurezza), ISO 50001 (energia), ISO 22000/FSSC 22000 (sicurezza alimentare), IATF 16949 (automotive) e ISO/IEC 17025 (competenza dei laboratori). La validità va verificata nella banca dati dell’organismo o su IAF CertSearch.
Ispezione pre-imbarco (controllo indipendente) PSI
Una società d’ispezione indipendente – SGS, Bureau Veritas, Intertek, Cotecna, CCIC, ALS ecc. – verifica qualità, quantità, imballo e marcatura, preleva campioni ed emette un rapporto prima della caricazione. Il contratto deve stabilire se i risultati sono «finali al porto di carico» o «allo scarico». Alcuni paesi impongono l’ispezione nell’ambito di programmi di certificato di conformità (CoC). È una delle tutele più efficaci con un fornitore nuovo.
Numero di lotto (batch)
Codice univoco che identifica una quantità di prodotto realizzata nelle stesse condizioni, con le stesse materie prime e nello stesso intervallo di tempo. Compare su imballi, CoA e packing list e permette di individuare i prodotti coinvolti in un reclamo o richiamo. La tracciabilità per lotto è obbligatoria in chimica, farmaceutica, alimenti e mangimi; per plastiche e metalli l’acquirente può chiedere forniture da lotto unico per qualità costante.
Scheda di dati di sicurezza (SDS)
Documento che riporta, in 16 sezioni standard secondo il GHS, i pericoli di una sostanza e le informazioni su manipolazione sicura, stoccaggio, trasporto, DPI, primo soccorso, antincendio, rilascio accidentale e smaltimento. È obbligatoria per le sostanze pericolose secondo REACH nell’UE e norme analoghe altrove, e va fornita nella lingua del destinatario. Vettori e dogane usano la sezione 14 per la classificazione ADR/IMDG e il numero ONU.
Scheda tecnica (TDS)
Scheda descrittiva con proprietà fisiche e chimiche tipiche, metodi di prova, applicazioni, condizioni di lavorazione e consigli di stoccaggio; per una resina plastica: MFI, densità, resistenza a trazione e urto e temperatura di fusione consigliata. Essendo valori «tipici» non sono garantiti; i valori vincolanti vanno scritti nel contratto come specifica e confermati per ogni lotto con un CoA.
Tracciabilità (trasparenza della filiera)
Capacità di documentare, in ogni fase dall’origine – miniera, azienda agricola, foresta, raffineria – all’utilizzatore finale, chi ha lavorato una materia prima, dove e da quale lotto. Sta diventando obbligatoria per il Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR), la direttiva sulla due diligence (CSDDD), la guida OCSE sui minerali da conflitto e le dichiarazioni di contenuto riciclato (ISCC, GRS). Geolocalizzazione, bilancio di massa e passaporto digitale del prodotto sono concetti chiave.
Mercati e prezzi
Agenzie di rilevazione prezzi (Platts, Argus, ICIS, Fastmarkets) PRA
Organizzazioni indipendenti che raccolgono transazioni, offerte, domande e indiscrezioni di mercato per materie prime non quotate in borsa – o il cui mercato fisico differisce da quello di borsa – e pubblicano prezzi valutati giornalieri o settimanali. S&P Global Platts e Argus sono riferimento per petrolio, GNL, fertilizzanti e carbone; ICIS e ChemOrbis per petrolchimica e plastiche; Fastmarkets (Metal Bulletin) per metalli, minerali e carta; CRU per acciaio e alluminio. I loro prezzi fungono da indici nei contratti a formula e sono verificati secondo i principi IOSCO.
Contango e backwardation (curva forward)
Termini che descrivono i prezzi futures rispetto allo spot. In contango le scadenze lontane superano lo spot, segno di offerta abbondante e del costo di mantenimento – stoccaggio, finanziamento, assicurazione – che rende conveniente tenere scorte e vendere a termine. In backwardation lo spot supera i futures: mercato teso, con materiale pronto scarso, che spinge gli acquirenti a coprirsi rapidamente. La forma della curva è un segnale importante per la politica delle scorte e i tempi dei contratti.
Contratti tipo GAFTA e FOSFA
Associazioni di categoria con sede a Londra che forniscono contratti tipo, regole di campionamento e analisi e un sistema arbitrale: GAFTA (Grain and Feed Trade Association) per cereali, legumi, mangimi e spezie, FOSFA (Federation of Oils, Seeds and Fats Associations) per semi oleosi, oli vegetali e grassi animali. Gran parte del commercio mondiale di cereali e oli avviene con riferimento a moduli come GAFTA 100, GAFTA 64 o FOSFA 54. Regolando in anticipo qualità, ritardo d’imbarco, inadempimento e arbitrato, riducono i tempi di trattativa e il rischio legale.
Copertura del rischio di prezzo (hedging)
Compensazione del rischio di prezzo di acquisti e vendite fisiche assumendo una posizione opposta in derivati come futures, forward, opzioni o swap. Un produttore di cavi che riceverà rame tra tre mesi può comprare oggi futures LME per proteggersi dai rialzi; un trader che ha venduto a prezzo fisso vende futures. I contratti a termine su cambi gestiscono allo stesso modo il rischio valutario. La copertura non è speculazione: mira a proteggere il margine, ma vanno gestiti richiami di margine e rischio base.
Costo franco destino (landed cost)
Costo totale di una materia prima fino al magazzino del produttore: prezzo + nolo + assicurazione + dazi e imposte aggiuntive + spese portuali, di terminal e controstallie + compenso del doganalista + trasporto interno + finanziamento (lettera di credito, interessi) + effetto cambio. Offerte con Incoterms, origini e pagamenti diversi si confrontano correttamente solo su base di costo franco destino. Un fornitore lontano con FOB basso può risultare più caro di uno vicino dopo nolo e dazio antidumping.
London Metal Exchange (LME) e borse merci
Borsa che fissa i prezzi di riferimento mondiali dei metalli non ferrosi – rame, alluminio, zinco, nichel, piombo, stagno, cobalto; i suoi prezzi ufficiali e le medie mensili fungono da indice nei contratti fisici. L’acquirente fisico paga il prezzo LME più un premio legato a origine, marchio e luogo di consegna (es. premio alluminio Rotterdam). Altre borse chiave: CME/COMEX (rame, oro), ICE (Brent, cacao, caffè, zucchero, cotone), CBOT (soia, mais, grano), SHFE (metalli di Shanghai), DCE e ZCE (plastiche, minerale di ferro e prodotti agricoli cinesi) e Bursa Malaysia (olio di palma).
Offerta ferma e prezzo indicativo
Un prezzo indicativo segnala il livello di mercato e non vincola il venditore; le forchette di prezzo negli annunci sono di solito di questo tipo. Un’offerta ferma è vincolante per quantità, qualità, condizioni di consegna e pagamento definite, valida per un periodo preciso (es. «valida 24 ore», senza «salvo venduto»), e forma il contratto non appena l’acquirente l’accetta. Poiché i mercati delle materie prime si muovono rapidamente, le offerte ferme durano poco e vanno notate riserve come «salvo disponibilità».
Prezzo a formula (indicizzato)
Metodo in cui il prezzo è legato a un indice di mercato invece che a una cifra fissa – es. «media LME rame del mese d’imbarco + premio di 85 USD/t», «Platts Dated Brent + 2,50 USD/bbl» o «media mensile ICIS PP omopolimero CFR Turchia meno 1 %». Periodo di quotazione (mese della polizza, d’arrivo o QP), fonte dell’indice e cambio di pagamento vanno indicati chiaramente nel contratto. Nei contratti a termine protegge equamente entrambe le parti dalla volatilità.
Quantità minima d’ordine (MOQ)
L’ordine più piccolo accettato da un fornitore. Nelle materie prime il MOQ è di solito un container (es. 20–25 t di granuli, un 40’HC), un lotto di produzione o un camion completo; per le rinfuse una partita navale come 5.000 t. Le richieste inferiori sono servite a prezzo unitario più alto, da stock o tramite distributori. Sulla piattaforma le grandi operazioni passano dalla deal room, le piccole quantità dal contatto diretto con il fornitore.
Richiesta di offerta (RFQ)
Documento con cui l’acquirente chiede prezzi ai fornitori indicando materiale, specifica, quantità, luogo di consegna, Incoterm, condizioni di pagamento e data richiesta. Una buona RFQ stabilisce anche l’intervallo di qualità accettabile, i documenti richiesti (CoA, TDS, certificati), l’imballo e la validità delle offerte, così da confrontarle a parità di condizioni. Sul marketplace le richieste pubblicate vengono inviate ai fornitori verificati della categoria.
Validità dell’offerta e revisione prezzi
Periodo in cui un’offerta può essere accettata senza modifiche; breve per materie volatili, da poche ore a pochi giorni. Nei contratti con lunghi tempi di consegna o forniture periodiche si usano clausole di revisione prezzi: se indice della materia prima, costo energetico, nolo o cambio variano oltre una soglia, il prezzo si aggiorna con una formula. Evitano che i contratti a prezzo fisso finiscano in annullamento o inadempimento con forti movimenti di mercato.
Materie plastiche e polimeri
Bioplastica: a base biologica o compostabile
Il termine indica due proprietà diverse. Le plastiche a base biologica traggono il carbonio da fonti rinnovabili come canna da zucchero, mais o oli vegetali (bio-PE, bio-PET); possono essere chimicamente identiche alle fossili e non biodegradarsi. Le plastiche compostabili – PLA, PBAT, PHA, miscele di amido – si degradano in un tempo definito in compostaggio industriale secondo EN 13432 o ASTM D6400, e alcune sono di origine fossile. In acquisto chiedere separatamente il contenuto biobased (ASTM D6866) e il certificato di compostabilità (TÜV OK compost, BPI).
Contenuto riciclato (PCR / PIR)
Il PCR (post-consumo) proviene da imballaggi e prodotti arrivati al consumatore e diventati rifiuto; il PIR (post-industriale) da scarti e rifili di produzione. Norme come il Regolamento UE sugli imballaggi (PPWR) e impegni dei brand fissano quote minime di PCR. Le dichiarazioni di contenuto riciclato vanno verificate con certificazioni come GRS, RecyClass, EuCertPlast o ISCC PLUS (bilancio di massa); l’rPET per alimenti richiede anche un processo di decontaminazione approvato.
Idoneità al contatto alimentare (UE 10/2011, FDA)
Prova che le plastiche per imballaggi e attrezzature alimentari non cedono sostanze agli alimenti oltre i limiti consentiti. Nell’UE valgono il Regolamento quadro 1935/2004 e, per le plastiche, il Regolamento 10/2011 (lista positiva, limiti di migrazione globale e specifica); negli USA la FDA 21 CFR 177. Va richiesta la dichiarazione di conformità (DoC) del fornitore, additivi inclusi, e se necessario i rapporti di migrazione; le plastiche riciclate sono soggette anche al Regolamento (UE) 2022/1616.
Indice di fluidità (MFI / MFR)
Massa di polimero fuso che fluisce attraverso un ugello in 10 minuti a temperatura e carico definiti – 230 °C/2,16 kg per il PP, 190 °C/2,16 o 5 kg per il PE – in g/10 min (ISO 1133, ASTM D1238). Un MFI basso indica alto peso molecolare e resistenza, uno alto buona scorrevolezza: tubo e soffiaggio ~0,1–1, film 1–4, stampaggio 10–60, fibra e meltblown 25–1.500 g/10 min. Nel confrontare offerte verificate sempre le condizioni di prova.
Masterbatch e compound
Il masterbatch è un pigmento, una carica o un additivo – stabilizzante UV, antistatico, ritardante di fiamma, slip – disperso ad alta concentrazione in un polimero veicolo e dosato nella resina base, di solito all’1–5 %. Il compound è un prodotto pronto all’uso con la formulazione finale: PA6 caricato 30 % fibra di vetro, PP caricato talco o compound HFFR per cavi, lavorato direttamente. Il masterbatch dà flessibilità e scorte ridotte; il compound garantisce qualità e proprietà costanti.
Omopolimero, copolimero random e a blocchi (antiurto)
L’omopolimero è formato da un solo monomero (es. solo propilene): duro, rigido ed economico, per rafia, film BOPP e stampaggio generico. Il copolimero random contiene poco etilene distribuito casualmente: più trasparente e flessibile, per contenitori trasparenti e tubi per acqua calda (PP-R). Il copolimero a blocchi (antiurto) ha una fase gommosa con alta resilienza a freddo, per componenti auto, secchi e cassette. Poiché il tipo sbagliato causa rotture o scarsa trasparenza, l’ordine deve indicarlo chiaramente.
Polimero prime, wide-spec e off-grade (seconda scelta)
Il prime è il prodotto originale con marchio e sigla del produttore, conforme a tutti i valori della TDS. Il wide-spec è produzione con uno o più valori – MFI, colore – fuori dall’intervallo stretto ma utilizzabile; l’off-grade può essere produzione di transizione, spazzature o materiale contaminato, venduto di solito senza marchio né CoA. Costa meno ma varia da lotto a lotto: vanno testati campioni e chiariti la vendita «as is» e i diritti di reclamo.
Tipi di polietilene: HDPE, LDPE, LLDPE e mLLDPE
Il polietilene si distingue per densità e struttura delle catene. L’HDPE (0,941–0,965 g/cm³) è rigido e resistente ai chimici: tubi (PE100), taniche, flaconi e cassette. L’LDPE (0,910–0,930), ramificato, è flessibile e trasparente: spalmatura, film termoretraibile e alimentare. L’LLDPE è un copolimero lineare a bassa densità con butene (C4), esene (C6) o ottene (C8); per l’alta resistenza a perforazione e lacerazione è la base dei film estensibili e da imballo. L’mLLDPE, da catalizzatori metallocenici, offre ancora più tenacità e trasparenza.
Metalli e acciaio
Catodo di rame Grade A (LME) Cu-CATH-1
Lastre di rame ottenute per raffinazione elettrolitica con purezza minima del 99,99 % (BS EN 1978 Cu-CATH-1 o ASTM B115 Grade 1) di marchi registrati LME; materia prima principale per vergella, tubi e leghe. I catodi non registrati o fuori norma si scambiano a sconto, il Grade A registrato a premio; nelle spedizioni si controllano marchio, fascia di peso, numero di fasci e certificato. Il prezzo è di solito la media LME del mese d’imbarco o d’arrivo più un premio regionale (Shanghai, Rotterdam, USA).
Classificazione dei rottami (ISRI, HMS 1&2, frantumato, Millberry)
Nel commercio internazionale le qualità di rottame sono definite da nomi in codice della circolare di specifiche ISRI (oggi ReMA). Nei rottami ferrosi l’HMS 1 ha spessore di almeno 6 mm, l’HMS 2 comprende pezzi più sottili e zincati; «80:20» indica la miscela. Il frantumato (ISRI 210/211) è triturato e separato magneticamente; P&S e busheling (ritagli nuovi) sono più puliti. Nei non ferrosi si usano codici come Barley/Millberry (filo di rame lucido 99,9 %), Berry/Candy, Honey (ottone giallo) e Taint/Tabor (alluminio misto). Radioattività, contenitori chiusi, terra e corpi estranei vanno limitati nel contratto.
Designazione degli acciai (EN, ASTM, AISI, JIS, GB)
Gli acciai hanno nomi diversi nei vari sistemi normativi. Nella EN 10027 la lettera indica l’impiego e il numero lo snervamento minimo: S235JR è un acciaio strutturale da 235 MPa provato a resilienza a 20 °C, S355J2 a –20 °C. Equivalenti approssimativi: ASTM A36 o A572 Gr.50, JIS SS400, GB Q235/Q355; per l’inox AISI 304 ≈ 1.4301. Gli equivalenti non sono identici: verificare chimica e meccanica sul certificato.
Massa del rivestimento (Z100, Z275, AZ150)
Indica per lamiere zincate e aluzinc il rivestimento totale delle due facce in g/m² (EN 10346): Z275 significa 275 g/m² di zinco in totale, circa 20 µm per faccia. La massa del rivestimento determina la durata alla corrosione: Z100–Z140 per interni ed elettrodomestici, Z200–Z275 o AZ150 per coperture, facciate ed esterni. Il prezzo cresce con il rivestimento, quindi va indicato nelle offerte e verificato sul certificato.
Piani: laminati a caldo (HRC), a freddo (CRC) e zincati (HDG)
L’HRC si ottiene laminando bramme a circa 1.100 °C fino a 1,2–25 mm; ha superficie con scaglia, si usa per tubi, profili, navi e carpenteria ed è il principale riferimento mondiale del prezzo dell’acciaio. Decapato e ridotto a freddo a 0,2–3 mm dà il CRC, più liscio e con tolleranze strette per elettrodomestici e auto. La zincatura a caldo del CRC dà la lamiera zincata (GI, DX51D+Z), il rivestimento alluminio-zinco l’AZ e la preverniciatura il preverniciato (PPGI).
Serie di leghe di alluminio e designazione dello stato fisico 6063-T5 / 5083-H111
Le leghe da deformazione seguono un sistema a quattro cifre: 1xxx alluminio puro (foglio, conduttori), 3xxx manganese (lattine, coperture), 5xxx magnesio, resistente all’acqua di mare (navi, cisterne), 6xxx magnesio-silicio (profilati, 6063/6061), 7xxx zinco ad alta resistenza (aeronautica, 7075). Lo stato fisico dopo il trattino: O ricotto, H incrudito (H14, H24), T trattato termicamente (T5 invecchiato, T6 solubilizzato e invecchiato). Il pane primario si prezza a LME più premio regionale, i semilavorati aggiungono un premio di trasformazione.
Snervamento, resistenza a trazione e allungamento
Proprietà meccaniche di base misurate con la prova di trazione (EN ISO 6892-1, ASTM E8). Lo snervamento (ReH o Rp0,2, MPa) è la tensione da cui inizia la deformazione permanente ed è la base del progetto; la resistenza a trazione (Rm) è la tensione massima prima della rottura; l’allungamento (A %) è l’estensione fino a rottura e indica la formabilità. Per il tondo da cemento armato rapporto Rm/ReH e allungamento sono cruciali per la resistenza sismica (es. Rm/Re ≥ 1,15 per B500C).
Tipi di acciaio inox (304, 316, 430, duplex)
Acciai con almeno il 10,5 % di cromo, che forma una pellicola protettiva di ossido. Il 304 (1.4301, 18 % Cr – 8 % Ni) è austenitico, d’uso generale e idoneo agli alimenti; il 316/316L (1.4401/1.4404) aggiunge 2–3 % di molibdeno per resistere meglio a cloruri, acqua di mare e impianti chimici; il 430 (1.4016) è ferritico, senza nichel, magnetico e più economico; le serie 201/202 sostituiscono il nichel con manganese. Il duplex (2205) offre alta resistenza e alla tensocorrosione. I prezzi variano con l’extra lega legato a nichel e molibdeno.
Chimica e sicurezza
Classificazione ed etichettatura GHS / CLP (pittogrammi, frasi H e P)
Il Sistema mondiale armonizzato (GHS) dell’ONU classifica i pericoli fisici, per la salute e per l’ambiente delle sostanze chimiche con gli stessi criteri ovunque; nell’UE si applica tramite il Regolamento CLP. L’etichetta riporta i pittogrammi a bordo rosso pertinenti (nove in tutto), l’avvertenza «Pericolo» o «Attenzione», le indicazioni di pericolo (H, es. H314 «provoca gravi ustioni») e i consigli di prudenza (P). La classificazione è nella sezione 2 della SDS, deve coincidere con l’etichetta, e l’etichetta deve essere nella lingua del paese di destinazione.
Durata di conservazione, data di rianalisi e condizioni di stoccaggio
Periodo in cui una materia prima mantiene i valori di specifica se conservata nelle condizioni raccomandate. Vitamine, enzimi, perossidi, monomeri, chimici reattivi e alcuni oli si degradano nel tempo: data di produzione e di scadenza o rianalisi devono comparire su CoA ed etichetta. Le condizioni di stoccaggio – intervallo di temperatura, umidità, luce, gas inerte, confezione chiusa – sono nella sezione 7 della SDS. Una clausola come «almeno il 75 % di vita residua alla consegna» protegge da scorte vecchie.
Gradi di purezza chimica (tecnico, alimentare, farmaceutico, analitico)
La stessa sostanza è venduta con limiti di purezza e impurezze diversi e prezzi diversi. Il grado tecnico o industriale è per la produzione generica; l’alimentare (additivi E, specifiche FCC o JECFA, limiti di metalli pesanti) per alimenti e mangimi; il grado farmacopea (USP, Ph. Eur., BP, JP), prodotto in GMP, per farmaci e alcuni cosmetici; l’analitico o reagente (ACS, RPE, HPLC) per laboratori. Usare un grado inferiore al posto di uno superiore viola le norme: grado e specifica di riferimento vanno indicati nell’ordine e nel CoA.
Numero CAS (identificativo chimico)
Identificativo numerico univoco come «7732-18-5» (acqua), assegnato a ogni sostanza dal Chemical Abstracts Service dell’American Chemical Society. Poiché la stessa sostanza può essere venduta con molti nomi commerciali e locali, è il modo più sicuro per evitare confusioni; SDS, registrazioni REACH, dogane ed elenchi di sostanze soggette a restrizioni funzionano per numero CAS. Le miscele non hanno un CAS unico: i componenti sono elencati separatamente. Nell’UE si usa anche il numero CE (EINECS).
REACH (registrazione delle sostanze chimiche) e KKDİK
Regolamento UE 1907/2006 che impone di registrare presso l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ogni sostanza prodotta o importata nell’UE oltre 1 t/anno – «niente dati, niente mercato». Un fornitore extra-UE può registrarsi tramite un rappresentante esclusivo; altrimenti l’obbligo ricade sull’importatore. La Turchia applica il regolamento KKDİK, e Corea (K-REACH), Cina e Regno Unito (UK REACH) sistemi analoghi. L’acquirente deve chiedere il numero di registrazione e l’eventuale presenza di SVHC (sostanze estremamente preoccupanti).
Trasporto di merci pericolose (numero ONU, IMDG, ADR, IATA)
Le sostanze infiammabili, corrosive, tossiche, comburenti o pericolose per l’ambiente seguono regole per modalità: codice IMDG via mare, ADR su strada, RID su ferrovia, IATA DGR per via aerea. Ogni sostanza è identificata da un numero ONU a quattro cifre (es. UN1823 idrossido di sodio solido), una classe (1–9) e un gruppo d’imballaggio (I–III), indicati nella sezione 14 della SDS. Sono obbligatori imballaggi omologati ONU, etichette di classe, dichiarazione di merci pericolose e personale formato; nolo e assicurazione costano di più, e alcune navi o porti rifiutano certe classi.
Agricoltura, alimenti e mangimi
Base sostanza secca, proteina grezza e umidità
Per cereali, materie prime per mangimi e fertilizzanti i valori analitici si esprimono «tal quale» o sulla sostanza secca (SS). Una farina di soia con 12 % di umidità e 46 % di proteina tal quale corrisponde a circa il 52,3 % sulla SS, quindi offerte su basi diverse non sono confrontabili direttamente. La proteina grezza è l’azoto determinato con Kjeldahl o Dumas moltiplicato per 6,25. I contratti devono fissare umidità massima, proteina minima e abbuoni o premi per gli scostamenti, es. 1,5 % di abbuono per ogni punto di proteina mancante.
Certificato fitosanitario e certificato veterinario
Il certificato fitosanitario è rilasciato secondo gli standard IPPC dal servizio fitosanitario ufficiale del paese esportatore dopo ispezione e attesta che i prodotti vegetali – cereali, legumi, sementi, legname, pallet – sono indenni da organismi nocivi e conformi ai requisiti del paese importatore. I prodotti animali (carne, latte in polvere, farina di pesce, gelatina) richiedono un certificato sanitario veterinario ufficiale. Gli imballaggi in legno devono essere trattati termicamente e marchiati ISPM 15. Certificati mancanti o non conformi portano a fermo, distruzione o rispedizione.
Certificazione sicurezza mangimi (GMP+, FAMI-QS, FSSC 22000)
GMP+ Feed Certification, di origine olandese, è uno standard di sicurezza basato su HACCP per produzione, commercio, stoccaggio e trasporto di materie prime per mangimi; i compratori europei lo richiedono spesso e prevede anche vettori stradali e marittimi certificati. FAMI-QS è uno standard di qualità e sicurezza specifico per i produttori di additivi per mangimi come vitamine, amminoacidi, enzimi e premiscele. Nel food, FSSC 22000, BRCGS e IFS hanno un ruolo analogo. Validità e campo di applicazione (prodotti, sito) vanno verificati nei database online.
Micotossine e limiti di aflatossine
Composti tossici prodotti dalle muffe in cereali, semi oleosi, frutta secca, spezie e mangimi: aflatossine (B1 e totali), ocratossina A, deossinivalenolo (DON), zearalenone, fumonisine e T-2. I limiti di legge variano molto per paese e uso – nell’UE, per esempio, 2–8 µg/kg di aflatossina B1 per la frutta a guscio destinata al consumo diretto; il superamento porta a notifiche RASFF e al respingimento della partita. Il contratto deve fissare limiti, metodo di campionamento e laboratorio vincolante.
Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR)
Il Regolamento (UE) 2023/1115 richiede che soia, olio di palma, cacao, caffè, bovini, gomma e legno – e prodotti derivati come cuoio, cioccolato, mobili, carta e pneumatici – immessi sul mercato UE non provengano da terreni disboscati dopo il 31 dicembre 2020 e rispettino la legge del paese di produzione. L’operatore presenta una dichiarazione di due diligence con la geolocalizzazione degli appezzamenti; i paesi sono classificati a rischio basso, standard o alto. Per i fornitori verso l’UE la tracciabilità a livello di appezzamento è ormai un requisito commerciale.
Energia, combustibili e minerali
Impronta di carbonio (impronta di prodotto e Scope 1-2-3) PCF
Totale delle emissioni di gas serra causate da un prodotto nel ciclo di vita – di solito dall’estrazione delle materie prime al cancello della fabbrica («cradle-to-gate») – in kg CO₂e, calcolato secondo ISO 14067 e GHG Protocol. A livello aziendale lo Scope 1 copre le emissioni dirette, lo Scope 2 l’energia acquistata e lo Scope 3 la filiera, la cui parte maggiore deriva dalle materie prime acquistate. Per questo CBAM, rendicontazione CSRD e obiettivi dei brand spingono a chiedere ai fornitori impronte di carbonio di prodotto (PCF) verificate ed EPD.
Parametri di qualità del carbone (umidità, ceneri, sostanze volatili, zolfo, HGI)
Oltre al potere calorifico, il valore del carbone da vapore dipende da umidità totale (TM), ceneri, sostanze volatili (VM), carbonio fisso, zolfo totale (TS), indice di macinabilità Hardgrove (HGI) e fusibilità delle ceneri. Ceneri e umidità elevate aumentano i costi di trasporto e combustione; lo zolfo incide sul trattamento fumi e sui limiti d’emissione; l’HGI determina la capacità dei mulini. Per il carbone da coke contano anche CSR, CRI e fluidità. I contratti fissano limiti «tipici» e di «rifiuto» e formule di aggiustamento prezzo per parametro.
Potere calorifico (superiore e inferiore, GAR / NAR)
Energia liberata dalla combustione completa di un’unità di massa di combustibile, in kcal/kg o MJ/kg. Il potere calorifico superiore (GCV) include il calore latente del vapore acqueo prodotto, l’inferiore (NCV) no ed è più vicino all’energia utilizzabile in caldaia. Per il carbone dipende anche dalla base: GAR (lordo tal quale, umidità totale inclusa), ADB (essiccato all’aria), NAR (netto tal quale). Il carbone indonesiano si prezza soprattutto GAR, quello europeo e sudafricano (API2, API4) su base NAR 6.000: convertire le offerte alla stessa base prima di confrontarle.
Tenore del minerale e minerale di ferro (indice 62 % Fe)
Il tenore è la quota di metallo pregiato nel minerale – % Fe per il ferro, % Cu per il concentrato di rame, g/t per l’oro. I prezzi del minerale di ferro si riferiscono all’indice Platts/Fastmarkets «fini 62 % Fe CFR Cina»: concentrati ad alto tenore 65 % Fe e pellet spuntano un premio, il 58 % Fe uno sconto. Si applicano anche scale di penali o premi per silice, allumina, fosforo, zolfo e umidità. Per i concentrati si negoziano inoltre i costi di trattamento e raffinazione (TC/RC) e le penali per elementi nocivi come arsenico e mercurio.
Marittimo e forniture navali
Combustibili marini: VLSFO, HSFO, MGO e limite di zolfo IMO 2020
In base all’Allegato VI MARPOL il limite di zolfo del combustibile navale è sceso dal 3,5 % allo 0,5 % il 1° gennaio 2020 (IMO 2020); nelle aree di controllo delle emissioni (ECA) – Nord Europa, Nord America e dal 2025 Mediterraneo – è dello 0,1 %. Il VLSFO (0,5 % S) è oggi il combustibile principale; l’HSFO (380 cSt, 3,5 % S) può essere bruciato solo con scrubber; MGO/MDO (0,1 % S) si usa nelle ECA e nei motori ausiliari. La qualità segue la ISO 8217 e ogni consegna richiede bunker delivery note (BDN) e campione MARPOL.
Pitture antivegetative e Convenzione AFS (divieto di TBT)
Rivestimenti che impediscono ad alghe, balani e altri organismi di attaccarsi alla carena; il fouling aumenta la resistenza e può accrescere i consumi di oltre il 10 %. La Convenzione AFS dell’IMO vieta dal 2008 i biocidi organostannici come il tributilstagno (TBT) e dal 2023 la cibutrina; oggi si usano pitture autoleviganti (SPC) all’ossido di rame e sistemi siliconici «fouling release» senza biocidi. Nell’UE le pitture biocide richiedono anche l’autorizzazione secondo il Regolamento biocidi (BPR), e la nave deve avere il certificato AFS.
Registro di classifica e materiale approvato dalla classe
Enti indipendenti che verificano progettazione, costruzione e manutenzione di navi e strutture offshore secondo le proprie regole e rilasciano la «classe»; tra i membri IACS figurano DNV, ABS, Lloyd’s Register, Bureau Veritas, ClassNK, RINA, KR, CCS e Türk Loydu. La maggior parte dei materiali di cantiere – lamiere, profilati, tubi, consumabili di saldatura, pitture, cavi, catene e pompe – deve provenire da produttori approvati, con prove alla presenza del perito e certificato timbrato dalla classe, spesso EN 10204 3.2. Materiale non approvato mette a rischio la classe della nave.
Tessili, carta, legno e altri materiali
Certificazione forestale FSC e PEFC (catena di custodia)
Due sistemi mondiali che certificano la gestione forestale sostenibile (FM) e la tracciabilità ininterrotta del legno certificato lungo la filiera (catena di custodia, CoC). Gli acquirenti di legname, compensato, cellulosa, carta, cartone e imballaggi in legno devono vedere in fattura la dichiarazione – «FSC 100 %», «FSC Misto» o «certificato PEFC» – e il codice CoC valido del venditore (es. FSC-C123456), verificabile nelle banche dati FSC e PEFC. La certificazione da sola non basta per l’EUDR ma supporta la tracciabilità a livello di appezzamento.
Grammatura (g/m²)
Peso in grammi di un metro quadrato di carta, cartone, tessuto, tessuto non tessuto o film (ISO 536, ISO 3801). Valori tipici: carta da giornale 40–48, carta da ufficio 70–80, kraftliner e fluting 100–440 g/m²; jersey per t-shirt 140–200, denim 300–450 g/m²; strato meltblown di mascherina 20–25 g/m². La grammatura determina prezzo e resistenza ma non basta: la specifica deve includere anche scoppio (Mullen), RCT ed ECT per il cartone, trazione e pilling per i tessuti.
Qualità di carta da macero (EN 643, OCC 11, ONP, SOP)
La carta e il cartone da macero si classificano in Europa secondo l’elenco EN 643 – es. 1.04 cartone ondulato da supermercato, 1.05 imballaggi in cartone ondulato usati – e nel commercio USA e internazionale con i codici ISRI/ReMA: OCC 11 (cartone ondulato usato con copertine kraft), DLK (ritagli kraft a doppia copertina), ONP (giornali vecchi), SOP/WL (carta da ufficio bianca). Oltre alla qualità della fibra, il prezzo dipende dall’umidità (di solito massimo 10–12 %) e dalle frazioni estranee – plastica, metallo, carta resistente a umido («outthrows» e «prohibitives»). Le restrizioni all’import della Cina e di altri paesi hanno reso più severi gli standard di pulizia.
Titolo del filato (Ne, Nm, tex, dtex, denaro)
Misure della finezza del filato in due sistemi. Nei sistemi indiretti un numero più alto indica un filato più fine: Ne per il cotone (matasse da 840 iarde per libbra; Ne 30 è un tipico filato per t-shirt), Nm per la lana (metri per grammo). Nei sistemi diretti un numero più alto indica un filato più grosso: tex (grammi per 1.000 m), dtex (per 10.000 m) e, per il filamento sintetico, denaro (per 9.000 m; es. 150D/48F poliestere DTY = 150 denari con 48 bave). Torsione, tenacità e regolarità (Uster CV%) completano la qualità.