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Fattura proforma PI
Fattura preliminare emessa dal venditore prima della spedizione, con prodotto, quantità, prezzo unitario, Incoterm, condizioni di pagamento, tempi di consegna e coordinate bancarie. L’acquirente la usa per aprire un credito documentario, pagare un anticipo o chiedere licenze d’importazione o valuta. Non è una fattura fiscale; controfirmata dall’acquirente può valere come contratto nelle operazioni semplici, ma per importi elevati serve un contratto di vendita completo.
Forza maggiore
Clausola contrattuale relativa a eventi fuori dal controllo delle parti, imprevedibili e inevitabili – guerra, terremoto, epidemia, embargo, chiusura del porto – che impediscono l’adempimento in modo temporaneo o definitivo. Una buona clausola elenca gli eventi, fissa un termine di comunicazione (spesso 7–14 giorni), indica le prove richieste (es. certificato della camera di commercio) e prevede il diritto di recesso oltre una certa durata. Aumenti di prezzo o variazioni di mercato di norma non sono forza maggiore.
Franco a bordo (Free On Board) FOB
Uno dei termini più diffusi nel commercio di materie prime, solo per trasporto marittimo e fluviale. Il venditore carica la merce sdoganata all’export a bordo della nave indicata dall’acquirente nel porto d’imbarco; il rischio passa quando la merce è a bordo. Nolo e assicurazione sono a cura dell’acquirente; per le rinfuse vanno concordati a parte ritmo di caricazione, stallie e controstallie. Per i container è più corretto FCA.
Franco fabbrica (Ex Works) EXW
L’Incoterm con meno obblighi per il venditore: la merce è messa a disposizione nello stabilimento o magazzino del venditore, non caricata sul mezzo di ritiro. Carico, sdoganamento all’export, nolo e tutti i rischi sono dell’acquirente. Poiché un acquirente estero di solito non può presentare la dichiarazione di esportazione, nelle vendite internazionali è spesso preferibile FCA.
Franco lungo bordo (Free Alongside Ship) FAS
Solo per trasporto marittimo e per vie navigabili interne. Il venditore pone la merce sdoganata all’export sottobordo della nave indicata dall’acquirente (banchina o chiatta); lì passa il rischio, mentre carico e nolo sono a carico dell’acquirente. Usato per rinfuse e carichi di progetto (cereali, legname, rottami, colli pesanti); per i container è meglio FCA.
Franco vettore (Free Carrier) FCA
Il venditore consegna la merce sdoganata all’export al vettore indicato dall’acquirente nel luogo convenuto. Se il luogo è la sede del venditore, questi carica la merce; altrove (es. terminal portuale) la consegna avviene sul mezzo in arrivo, pronta per lo scarico. Adatto a qualsiasi modalità di trasporto; con Incoterms 2020 l’acquirente può far emettere dal proprio vettore una polizza «a bordo» al venditore, utile con il credito documentario.