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Idoneità al contatto alimentare (UE 10/2011, FDA)
Prova che le plastiche per imballaggi e attrezzature alimentari non cedono sostanze agli alimenti oltre i limiti consentiti. Nell’UE valgono il Regolamento quadro 1935/2004 e, per le plastiche, il Regolamento 10/2011 (lista positiva, limiti di migrazione globale e specifica); negli USA la FDA 21 CFR 177. Va richiesta la dichiarazione di conformità (DoC) del fornitore, additivi inclusi, e se necessario i rapporti di migrazione; le plastiche riciclate sono soggette anche al Regolamento (UE) 2022/1616.
Impronta di carbonio (impronta di prodotto e Scope 1-2-3) PCF
Totale delle emissioni di gas serra causate da un prodotto nel ciclo di vita – di solito dall’estrazione delle materie prime al cancello della fabbrica («cradle-to-gate») – in kg CO₂e, calcolato secondo ISO 14067 e GHG Protocol. A livello aziendale lo Scope 1 copre le emissioni dirette, lo Scope 2 l’energia acquistata e lo Scope 3 la filiera, la cui parte maggiore deriva dalle materie prime acquistate. Per questo CBAM, rendicontazione CSRD e obiettivi dei brand spingono a chiedere ai fornitori impronte di carbonio di prodotto (PCF) verificate ed EPD.
Incoterms 2020
Le undici regole di consegna pubblicate dalla Camera di Commercio Internazionale (ICC) che definiscono dove consegna il venditore, quando il rischio passa all’acquirente e chi paga nolo, assicurazione e formalità doganali. Gli Incoterms non stabiliscono prezzo, modalità di pagamento né passaggio di proprietà, da regolare a parte nel contratto. La regola va sempre indicata con un luogo designato e la versione, ad es. «FOB Porto di Mersin, Incoterms 2020».
Indice di fluidità (MFI / MFR)
Massa di polimero fuso che fluisce attraverso un ugello in 10 minuti a temperatura e carico definiti – 230 °C/2,16 kg per il PP, 190 °C/2,16 o 5 kg per il PE – in g/10 min (ISO 1133, ASTM D1238). Un MFI basso indica alto peso molecolare e resistenza, uno alto buona scorrevolezza: tubo e soffiaggio ~0,1–1, film 1–4, stampaggio 10–60, fibra e meltblown 25–1.500 g/10 min. Nel confrontare offerte verificate sempre le condizioni di prova.
Institute Cargo Clauses (A), (B), (C) ICC (A)(B)(C)
Condizioni standard dell’assicurazione merci elaborate nel mercato di Londra e usate in tutto il mondo (ultima edizione 2009). (A) è la copertura «all risks», che indennizza qualsiasi perdita o danno salvo esclusioni; (B) copre rischi nominati come incendio, affondamento, collisione, terremoto, fulmine ed entrata d’acqua di mare; (C) copre solo i grandi sinistri – incendio, esplosione, affondamento, incaglio, collisione e avaria generale. Per materie prime esposte a furto, bagnatura o danni da movimentazione si consiglia la (A).
ISO 9001 gestione della qualità e altri certificati ISO
La ISO 9001 è la norma internazionale di gestione della qualità, verificata da organismi accreditati; dimostra che un’azienda definisce, controlla e migliora continuamente i propri processi: certifica il sistema, non il prodotto. Altri certificati spesso richiesti: ISO 14001 (ambiente), ISO 45001 (salute e sicurezza), ISO 50001 (energia), ISO 22000/FSSC 22000 (sicurezza alimentare), IATF 16949 (automotive) e ISO/IEC 17025 (competenza dei laboratori). La validità va verificata nella banca dati dell’organismo o su IAF CertSearch.
Ispezione pre-imbarco (controllo indipendente) PSI
Una società d’ispezione indipendente – SGS, Bureau Veritas, Intertek, Cotecna, CCIC, ALS ecc. – verifica qualità, quantità, imballo e marcatura, preleva campioni ed emette un rapporto prima della caricazione. Il contratto deve stabilire se i risultati sono «finali al porto di carico» o «allo scarico». Alcuni paesi impongono l’ispezione nell’ambito di programmi di certificato di conformità (CoC). È una delle tutele più efficaci con un fornitore nuovo.
IVA (imposta sul valore aggiunto) all’import e all’export VAT / KDV
Imposta sui consumi. Le esportazioni sono non imponibili (aliquota zero) nella maggior parte dei paesi e l’esportatore può recuperare l’IVA a monte. All’importazione l’IVA è riscossa in dogana sul valore in dogana più dazi e altri tributi, e un importatore soggetto IVA di norma la detrae: l’effetto è soprattutto finanziario. Tra imprese registrate nel commercio intra-UE si applica l’inversione contabile (reverse charge). Le aliquote ordinarie variano (22 % in Italia, 20 % in Turchia) e alcune materie prime hanno aliquote ridotte.