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Campionamento (campione rappresentativo)
Prelievo di campioni rappresentativi dell’intero lotto secondo metodi normalizzati – ISO 24333 per cereali, ISO 3082 per minerali, ASTM D4057 per liquidi. Nella caricazione di rinfuse gli incrementi prelevati a intervalli vengono riuniti e divisi, e di solito si sigillano tre o quattro campioni identici: per il venditore, l’acquirente e uno di riserva per l’analisi arbitrale. In fase d’offerta si provano piccoli campioni tipo; il contratto deve garantire che la fornitura corrisponda al campione approvato.
Catodo di rame Grade A (LME) Cu-CATH-1
Lastre di rame ottenute per raffinazione elettrolitica con purezza minima del 99,99 % (BS EN 1978 Cu-CATH-1 o ASTM B115 Grade 1) di marchi registrati LME; materia prima principale per vergella, tubi e leghe. I catodi non registrati o fuori norma si scambiano a sconto, il Grade A registrato a premio; nelle spedizioni si controllano marchio, fascia di peso, numero di fasci e certificato. Il prezzo è di solito la media LME del mese d’imbarco o d’arrivo più un premio regionale (Shanghai, Rotterdam, USA).
Certificato d’origine e prove di origine preferenziale (EUR.1, A.TR) C/O
Documento che attesta il paese in cui la merce è stata prodotta od ottenuta, di solito vistato da una camera di commercio. Il certificato di origine non preferenziale serve per antidumping, contingenti e divieti; le prove preferenziali danno dazi ridotti o nulli negli accordi di libero scambio – il certificato di circolazione A.TR per i prodotti industriali UE–Turchia, l’EUR.1 o la dichiarazione in fattura se rispettate le regole d’origine, il Form D nell’ASEAN ecc. Le regole d’origine variano per prodotto e i documenti falsi comportano forti recuperi e sanzioni.
Certificato di analisi (CoA)
Documento con cui il produttore o un laboratorio indipendente riporta i risultati di prova di un lotto specifico insieme ai limiti di specifica: nome prodotto, numero di lotto, data di produzione, metodo di prova (es. ASTM, ISO), valore misurato e intervallo di accettazione. La TDS indica le proprietà tipiche, il CoA i valori reali del lotto consegnato. Con lettera di credito il CoA deve essere emesso dal soggetto e con il contenuto richiesti.
Certificato di collaudo EN 10204 (2.2, 3.1, 3.2)
Norma europea che definisce i tipi di documenti di controllo dei prodotti metallici – lamiere, tubi, profilati, getti e forgiati – usata nel mondo come «certificato di laminazione» (MTC). Il tipo 2.2 riporta risultati non specifici del produttore; il 3.1 risultati chimici e meccanici specifici del lotto consegnato, convalidati dal rappresentante indipendente del controllo del produttore; il 3.2 include anche prove con la presenza dell’acquirente o di un ente indipendente come un registro di classifica. Recipienti a pressione, cantieristica ed energia richiedono di solito 3.1 o 3.2.
Certificato fitosanitario e certificato veterinario
Il certificato fitosanitario è rilasciato secondo gli standard IPPC dal servizio fitosanitario ufficiale del paese esportatore dopo ispezione e attesta che i prodotti vegetali – cereali, legumi, sementi, legname, pallet – sono indenni da organismi nocivi e conformi ai requisiti del paese importatore. I prodotti animali (carne, latte in polvere, farina di pesce, gelatina) richiedono un certificato sanitario veterinario ufficiale. Gli imballaggi in legno devono essere trattati termicamente e marchiati ISPM 15. Certificati mancanti o non conformi portano a fermo, distruzione o rispedizione.
Certificazione forestale FSC e PEFC (catena di custodia)
Due sistemi mondiali che certificano la gestione forestale sostenibile (FM) e la tracciabilità ininterrotta del legno certificato lungo la filiera (catena di custodia, CoC). Gli acquirenti di legname, compensato, cellulosa, carta, cartone e imballaggi in legno devono vedere in fattura la dichiarazione – «FSC 100 %», «FSC Misto» o «certificato PEFC» – e il codice CoC valido del venditore (es. FSC-C123456), verificabile nelle banche dati FSC e PEFC. La certificazione da sola non basta per l’EUDR ma supporta la tracciabilità a livello di appezzamento.
Certificazione halal e kosher
Certificati che attestano che ingredienti alimentari, mangimistici, cosmetici e farmaceutici – gelatina, emulsionanti, acidi grassi, glicerina, aromi, enzimi, vitamine ecc. – sono prodotti secondo le regole alimentari islamiche o ebraiche. Il certificato halal deve provenire da un ente riconosciuto dal paese importatore (BPJPH in Indonesia, JAKIM in Malesia, GAC/ESMA nel Golfo ecc.); il kosher è rilasciato da enti come OU, OK o Star-K. Per ingredienti di origine animale o potenzialmente animale e per i mercati di Medio Oriente e Sud-est asiatico sono spesso condizione di vendita.
Certificazione sicurezza mangimi (GMP+, FAMI-QS, FSSC 22000)
GMP+ Feed Certification, di origine olandese, è uno standard di sicurezza basato su HACCP per produzione, commercio, stoccaggio e trasporto di materie prime per mangimi; i compratori europei lo richiedono spesso e prevede anche vettori stradali e marittimi certificati. FAMI-QS è uno standard di qualità e sicurezza specifico per i produttori di additivi per mangimi come vitamine, amminoacidi, enzimi e premiscele. Nel food, FSSC 22000, BRCGS e IFS hanno un ruolo analogo. Validità e campo di applicazione (prodotti, sito) vanno verificati nei database online.
Classificazione dei rottami (ISRI, HMS 1&2, frantumato, Millberry)
Nel commercio internazionale le qualità di rottame sono definite da nomi in codice della circolare di specifiche ISRI (oggi ReMA). Nei rottami ferrosi l’HMS 1 ha spessore di almeno 6 mm, l’HMS 2 comprende pezzi più sottili e zincati; «80:20» indica la miscela. Il frantumato (ISRI 210/211) è triturato e separato magneticamente; P&S e busheling (ritagli nuovi) sono più puliti. Nei non ferrosi si usano codici come Barley/Millberry (filo di rame lucido 99,9 %), Berry/Candy, Honey (ottone giallo) e Taint/Tabor (alluminio misto). Radioattività, contenitori chiusi, terra e corpi estranei vanno limitati nel contratto.
Classificazione ed etichettatura GHS / CLP (pittogrammi, frasi H e P)
Il Sistema mondiale armonizzato (GHS) dell’ONU classifica i pericoli fisici, per la salute e per l’ambiente delle sostanze chimiche con gli stessi criteri ovunque; nell’UE si applica tramite il Regolamento CLP. L’etichetta riporta i pittogrammi a bordo rosso pertinenti (nove in tutto), l’avvertenza «Pericolo» o «Attenzione», le indicazioni di pericolo (H, es. H314 «provoca gravi ustioni») e i consigli di prudenza (P). La classificazione è nella sezione 2 della SDS, deve coincidere con l’etichetta, e l’etichetta deve essere nella lingua del paese di destinazione.
Codice SA (Sistema armonizzato) / voce doganale HS / GTİP
Sistema di classificazione delle merci dell’Organizzazione mondiale delle dogane (OMD), usato in circa 200 paesi. Le prime sei cifre sono uguali ovunque (es. 3902.10 polipropilene); ogni paese aggiunge le proprie suddivisioni – NC a 8 cifre e TARIC a 10 cifre nell’UE, GTİP a 12 cifre in Turchia. Il codice corretto determina dazio, licenze d’importazione, misure antidumping, regole di origine preferenziale e statistiche. Una classificazione errata può comportare recuperi di dazi e sanzioni; in caso di dubbio si può chiedere un’informazione tariffaria vincolante (ITV).
Combustibili marini: VLSFO, HSFO, MGO e limite di zolfo IMO 2020
In base all’Allegato VI MARPOL il limite di zolfo del combustibile navale è sceso dal 3,5 % allo 0,5 % il 1° gennaio 2020 (IMO 2020); nelle aree di controllo delle emissioni (ECA) – Nord Europa, Nord America e dal 2025 Mediterraneo – è dello 0,1 %. Il VLSFO (0,5 % S) è oggi il combustibile principale; l’HSFO (380 cSt, 3,5 % S) può essere bruciato solo con scrubber; MGO/MDO (0,1 % S) si usa nelle ECA e nei motori ausiliari. La qualità segue la ISO 8217 e ogni consegna richiede bunker delivery note (BDN) e campione MARPOL.
Conosci il tuo cliente / la tua controparte (KYC / KYB)
Processo di verifica, prima di operare, che una controparte esista davvero, chi siano amministratori e titolari effettivi e se sia soggetta a sanzioni o notizie negative. Si usano visure fiscali e camerali, poteri di firma, licenze, referenze bancarie e visite o verifiche video. Le banche svolgono il KYC per la normativa antiriciclaggio; per gli operatori commerciali è la prima difesa contro le frodi. Il badge «Azienda verificata» della piattaforma si basa su questo tipo di controllo documentale.
Container cisterna ISO (ISO tank)
Cisterna riutilizzabile da circa 20.000–26.000 litri, di solito in acciaio inox, montata in un telaio d’acciaio con dimensioni di container da 20 piedi. Adatta a chimici, solventi, merci pericolose classificate IMDG e liquidi alimentari, con opzioni di riscaldamento, pressione e isolamento. Prima di ogni carico si richiede un certificato di lavaggio (ECD) e si verificano i carichi precedenti (di solito gli ultimi tre) per compatibilità.
Container completo (FCL) e groupage (LCL)
Con FCL un intero container è dedicato al carico di un solo spedizioniere: viene riempito e piombato in fabbrica e aperto nel magazzino dell’acquirente. Con LCL piccoli lotti di più spedizionieri vengono consolidati in un container presso il magazzino di un consolidatore e fatturati per m³ o tonnellata, il valore maggiore. Nelle materie prime l’FCL è di solito più economico e sicuro oltre circa 10–15 m³; l’LCL è adatto a campioni e piccoli ordini.
Contango e backwardation (curva forward)
Termini che descrivono i prezzi futures rispetto allo spot. In contango le scadenze lontane superano lo spot, segno di offerta abbondante e del costo di mantenimento – stoccaggio, finanziamento, assicurazione – che rende conveniente tenere scorte e vendere a termine. In backwardation lo spot supera i futures: mercato teso, con materiale pronto scarso, che spinge gli acquirenti a coprirsi rapidamente. La forma della curva è un segnale importante per la politica delle scorte e i tempi dei contratti.
Contenuto riciclato (PCR / PIR)
Il PCR (post-consumo) proviene da imballaggi e prodotti arrivati al consumatore e diventati rifiuto; il PIR (post-industriale) da scarti e rifili di produzione. Norme come il Regolamento UE sugli imballaggi (PPWR) e impegni dei brand fissano quote minime di PCR. Le dichiarazioni di contenuto riciclato vanno verificate con certificazioni come GRS, RecyClass, EuCertPlast o ISCC PLUS (bilancio di massa); l’rPET per alimenti richiede anche un processo di decontaminazione approvato.
Conto aperto O/A
Il venditore spedisce la merce e invia i documenti direttamente all’acquirente, che paga la fattura a scadenza (es. 30–90 giorni). È il metodo più favorevole all’acquirente e più rischioso per il venditore, che gestisce il rischio con assicurazione del credito, factoring o lettera di credito standby. È lo standard nei rapporti consolidati e in mercati come il commercio intra-UE.
Conto di deposito vincolato (escrow)
Meccanismo in cui il pagamento dell’acquirente è custodito da un terzo indipendente – banca, notaio o istituto di pagamento autorizzato – finché non si verificano condizioni concordate, come la conferma di consegna o un rapporto d’ispezione positivo. A quel punto il denaro va al venditore, altrimenti torna all’acquirente. Più semplice ed economico di una lettera di credito, colma il deficit di fiducia nelle operazioni di media entità tra parti nuove. Verificate sempre che il depositario sia davvero autorizzato e indipendente.
Contratti tipo GAFTA e FOSFA
Associazioni di categoria con sede a Londra che forniscono contratti tipo, regole di campionamento e analisi e un sistema arbitrale: GAFTA (Grain and Feed Trade Association) per cereali, legumi, mangimi e spezie, FOSFA (Federation of Oils, Seeds and Fats Associations) per semi oleosi, oli vegetali e grassi animali. Gran parte del commercio mondiale di cereali e oli avviene con riferimento a moduli come GAFTA 100, GAFTA 64 o FOSFA 54. Regolando in anticipo qualità, ritardo d’imbarco, inadempimento e arbitrato, riducono i tempi di trattativa e il rischio legale.
Contratto di noleggio (charter party) C/P
Contratto tra armatore e noleggiatore che regola l’uso di una nave. Nel noleggio a viaggio un carico determinato è trasportato tra porti indicati a un nolo per tonnellata; nel noleggio a tempo la nave è presa per un periodo a canone giornaliero; nel bareboat è locata senza equipaggio. Moduli standard: GENCON, NYPE, ASBATANKVOY. I contratti di vendita di rinfuse devono allineare ritmi di caricazione e controstallie al charter party.
Contratto di vendita
Documento principale che regola diritti e obblighi delle parti in una vendita internazionale di materie prime. Deve coprire prodotto e specifica, quantità e tolleranza, prezzo e valuta, Incoterm e luogo convenuto, periodo d’imbarco, modalità di pagamento, accertamento di qualità e quantità (ispezione), assicurazione, forza maggiore, rimedi per inadempimento, legge applicabile e risoluzione delle controversie. Dove i paesi delle parti lo consentono si applica la Convenzione di Vienna (CISG), salvo esclusione espressa.
Controstallie (demurrage) e detention
Nelle rinfuse le controstallie sono l’indennizzo giornaliero che il noleggiatore paga all’armatore oltre le stallie (es. 15.000 USD/giorno). Nei container la compagnia addebita demurrage quando un container pieno resta in terminal oltre il franchigia, e detention quando è trattenuto fuori dal terminal – presso l’acquirente – oltre la franchigia. I ritardi doganali fanno lievitare rapidamente questi costi: i giorni di franchigia vanno fissati nella trattativa sul nolo.
Copertura del rischio di prezzo (hedging)
Compensazione del rischio di prezzo di acquisti e vendite fisiche assumendo una posizione opposta in derivati come futures, forward, opzioni o swap. Un produttore di cavi che riceverà rame tra tre mesi può comprare oggi futures LME per proteggersi dai rialzi; un trader che ha venduto a prezzo fisso vende futures. I contratti a termine su cambi gestiscono allo stesso modo il rischio valutario. La copertura non è speculazione: mira a proteggere il margine, ma vanno gestiti richiami di margine e rischio base.
Costo e nolo (Cost and Freight) CFR
Solo per trasporto marittimo e fluviale. Il venditore carica la merce nel porto d’imbarco e paga il nolo fino al porto di destinazione convenuto, ma il rischio passa all’acquirente quando la merce è a bordo alla partenza, come in FOB. Il rischio del viaggio è quindi dell’acquirente, che deve assicurarsi da sé. Il prezzo si indica con il porto di destinazione, es. «CFR Iskenderun».
Costo franco destino (landed cost)
Costo totale di una materia prima fino al magazzino del produttore: prezzo + nolo + assicurazione + dazi e imposte aggiuntive + spese portuali, di terminal e controstallie + compenso del doganalista + trasporto interno + finanziamento (lettera di credito, interessi) + effetto cambio. Offerte con Incoterms, origini e pagamenti diversi si confrontano correttamente solo su base di costo franco destino. Un fornitore lontano con FOB basso può risultare più caro di uno vicino dopo nolo e dazio antidumping.
Costo, assicurazione e nolo (CIF)
Termine marittimo che aggiunge al CFR un’assicurazione merci stipulata dal venditore a favore dell’acquirente. Con Incoterms 2020 la copertura minima in CIF è quella delle Institute Cargo Clauses (C) per il 110 % del valore contrattuale; se si vuole una copertura «all risks» (A) va scritto nel contratto. Il rischio passa comunque con la caricazione a bordo nel porto d’imbarco: il venditore paga nolo e assicurazione ma non sopporta il rischio del viaggio.